Costantino Nigra .Quaderno 30 -La barbiera francese di Nigra: una donna che non abbassa lo sguardo
In Torino c'è una francese, la fa la barba ai suoi amori.
Là ci passarono due ufficiali: vorresti fare la barba a noi? L'abbiamo fatta a tanti e tanti, la faremo anche a loro. Mentre l'acqua si scalda, la barbiera affila i rasoi.
Mentre gli fa la barba, Gentil Galante cambia colore. Che avete, Gentil Galante, che voi avete cambiato colore?
Ritornello : viva il re, viva l'amore.
Due ufficiali entrano nella bottega di una
barbiera e chiedono di essere rasati. Lei scalda l’acqua, affila il rasoio e si
avvicina al volto di uno di loro. L’uomo impallidisce. In quell’istante, la
donna che lavora guida la scena e l’ufficiale deve fidarsi della sua mano.
È uno dei momenti più efficaci della ballata che Costantino Nigra pubblicò al numero 33 dei Canti popolari del Piemonte. Il titolo usato nell’opera è La barbiera francese; “bella barbiera” compare invece come appellativo in altre versioni del canto [1].
Un mestiere diventa una storia
Nella versione riportata da Nigra, la
protagonista è una “Franséiza” che rade i suoi amori. Due ufficiali le chiedono
di fare la barba anche a loro. Lei accetta. Mentre l’acqua si scalda, affila i
rasoi; uno dei clienti cambia colore. La barbiera nota la sua paura e scherza
sulla possibilità di tagliargli il naso. Più avanti, quando le viene proposto
il matrimonio, risponde di essere già sposata con un capitano [1].
Il rasoio è uno strumento di lavoro, ma
nella ballata produce tensione e ironia. Per essere rasato, l’ufficiale deve
stare fermo. Il suo grado militare non gli serve: in bottega conta la
competenza della barbiera. Soprattutto, lei parla e risponde. Non è soltanto la
donna guardata dai due uomini; è la persona che fa avanzare il racconto.
La libertà del canto e quella della vita
Si potrebbe vedere nella barbiera un’eroina
dell’indipendenza femminile. La sua figura, però, è più complessa. Quando
nomina il marito capitano, sta difendendo una propria scelta? Oppure, per
respingere un uomo, ha bisogno di richiamare l’autorità di un altro? La ballata
consente entrambe le letture. Nessuna può essere imposta come intenzione certa
di chi la cantava.
La differenza tra racconto e realtà emerge
guardando alla società in cui Nigra pubblicò la raccolta. Il Codice civile
italiano del 1865 definiva il marito capo della famiglia. Per alcuni atti
patrimoniali la moglie aveva bisogno della sua autorizzazione, salvo le
eccezioni previste dalla legge, fra cui il caso della donna che esercitava il
commercio. L’autorizzazione maritale fu abolita nel 1919 [2]. Non sappiamo
quando sia nata la ballata: queste norme descrivono l’Italia dell’Ottocento,
non la vita documentata della sua protagonista.
Nel canto, dunque, una donna può mettere in
difficoltà due ufficiali; nella vita quotidiana, molte donne incontravano
limiti alla propria autonomia. Questo non dimostra che la canzone fosse una
protesta politica. Mostra quanto la tradizione orale potesse dare spazio a una
scena che i rapporti sociali non rendevano altrettanto facile fuori dalla
narrazione.
Nigra raccolse altre ballate con figure
femminili decisive, tra cui Un’eroina, La guerriera e La liberatrice. Nel suo
indice compaiono anche storie di donne costrette o uccise [3]. Parlare di
“eroine” per tutte le protagoniste appiattirebbe un repertorio attraversato da
desiderio, coraggio, violenza e paura.
Una ballata, molte voci
Nigra propose un possibile collegamento
della “francese” con Cristina di Francia e la politica del Seicento. È una sua
ipotesi, non la prova che la barbiera sia il ritratto di una persona storica
[1]. Il significato più immediato della parola “barbiera” resta concreto:
indica il mestiere e l’abilità della protagonista.
La canzone ha continuato a vivere ben oltre
l’edizione ottocentesca. Le Teche Rai conservano la scheda di una Barbiera di
Parigi registrata a Pont Canavese nel 1962. La Teca digitale del CAI documenta
versioni cantate dalle sorelle Garbero a Cossombrato nel 1966 e da Giacomo
Giacomino a Cintano nel 1973 [4]. Il Coro Monte Cauriol segnala inoltre La
barbiera degli Alpini, una rielaborazione corale della tradizione [5]. Testi e
melodie vanno confrontati versione per versione: non esiste un’unica esecuzione
che le rappresenti tutte.
Il dialogo e il rasoio suggeriscono anche
una possibile messinscena teatrale o con burattini. Nelle fonti controllate per
questo articolo, però, non è emerso uno spettacolo identificabile con
compagnia, luogo e data. È un’idea per il futuro, non un evento da attribuire
al passato.
Perché ascoltarla ancora
Nei miei laboratori di Stimolazione
Artistica Socio-Ricreativa, una ballata come questa può offrire occasioni di
ascolto, canto e narrazione. Si possono distribuire le battute fra più persone,
confrontare le voci e osservare come una pausa cambi il senso di una risposta.
Sono possibilità artistiche e relazionali; non attribuisco al brano effetti
terapeutici dimostrati.
La barbiera non prova che le donne del
passato fossero libere. Ci lascia però una domanda ancora viva: perché
l’immagine di una donna capace di lavorare, scegliere le parole e tenere testa
a due ufficiali ha continuato a essere cantata? Forse perché, anche quando la
vita imponeva confini stretti, una storia poteva mostrare che cosa accade
quando una donna prende l’iniziativa.
di Clemente Ernesto De Martino e Francesco Barresi
Fonti
[1]
Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, n. 33, La barbiera francese,
testo e note:
https://piemunteis.it/wp-content/uploads/33.-La-barbiera-francese.pdf
[2] Codice
civile del 1865, artt. 131 e 134–136:
https://it.wikisource.org/wiki/Codice_civile_(1865)/Libro_I/Titolo_V ; legge 17
luglio 1919, n. 1176:
https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=019U1176&atto.dataPubblicazioneGazzetta=1919-07-19&tipoDettaglio=originario
[3] Indice
dei Canti popolari del Piemonte:
https://piemunteis.it/antologia/nigra-costantino/canti-popolari-del-piemonte/
[4] Rai
Teche:
https://www.teche.rai.it/2014/11/archivio-del-folclore-musicale-italiano-piemonte/
; Teca digitale CAI:
https://tecadigitale.cai.it/musica/ricerca_dettaglio.php?id=182452&tipo=audio
[5] Coro
Monte Cauriol, Notizie sui canti in repertorio:
https://www.corocauriol.it/wp-content/uploads/2019/08/Notizie-canti-in-rep.SITO-29.6.19.pdf

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